Dario in breve

Utente: Dax82
Nome: Dax82
Un vulcano, un albatros, una spugna, una carovana nel deserto, una molla, una carezza sulla schiena, una lacrima, una spada ferma nel fodero, un messaggio in bottiglia, uno sparo nel sonno, una vocazione morale, una scintilla elettrica, una prospettiva alternativa, un respiro trattenuto, un caleidoscopio, sono cose che mi rappresentano bene, ciascuna a suo modo.

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venerdì, 29 febbraio 2008

La Perfezione



Antonio Canova, Ninfa Dormiente (marmo)



Mi annido nella cellula natale,
mi cercano nei templi e nei castelli,
invano in cose eterne, in corpi belli:
mi amate. Sono tutto il potenziale.

Di me la sola scia resta sul mondo
nei sogni, nelle ardite fantasie.
Mi cantano infinite melodie:
guardate, sono un genio moribondo.

Illumino la giovane innocenza,
adombro la realtà con l’apparenza,
son l’alba ricongiunta con la sera;

e chi diffida della mia esistenza
sa poi di non poter restare senza
un dubbio, un’illusione, una chimera.


da "Il calore sugli spigoli" (di Dario Rizzo), Edizioni del Grifo

sgocciolato da: Dax82 alle ore 02:49 | link | commenti (7)
categorie: canti universali, parnaso e classicismi, --- tutta la poesia ---
lunedì, 25 febbraio 2008

Canto druidico, alla Grande Madre delle divergenze



(Erta incorpori i suoi germogli:

dentro di noi, forte dell’incompreso, vieni…)

Decàde vibrando ascesa;
eletta natura,
alla moltitudine invenuta in pietra,
rivela:

– Illimitati ceppi, vidi,
tornate di luce e fioriture;
da mani incuranti mi stilli
ignara dilezione dei tuoi figli.

(Frondi agli estatici in puri
gemiti e innati bisbigli…)

Radiante baccanale, inala
alla progenie, scoperta senza freni,
introversa al canto dei doveri
unici, e scatena:

– Da qui, dipartite forzate:
sollevàti all’amplesso dei rami,
accorrerete ai miei richiami
per poi prendere il largo ancora.

(Avvinci ad un tale stellato connubio
d’ogni sentiero, beata ed ambita dimora!)

Manchevole e ineguale prole,
presto internamente avversa,
ma in punto di commiato stretta;
intrisa per lo sforzo - divino dolore -,
Madre delle nostre divergenze,
esalta ed aliena:

– Una tacita veglia esorta;
rammenta ad ogni respiro
a chi si dispera, a chi esulta,
che il limitar del cammino
a me sola, a null’altro riporta.

(Eterna ci assorbi e repelli,
al tuo Soffio, all’unisono, replican tutti.
Tutti, nel tuo segno, nemici e fratelli.).



Da "Disperata Speranza", Dario Rizzo, 2003.
sgocciolato da: Dax82 alle ore 14:25 | link | commenti (1)
categorie: canti universali, mystica et profana, --- tutta la poesia ---
lunedì, 18 febbraio 2008

Il soffio del drago



Stanno correndo,
ma sopra fortezza del certo
è sangue di nubi e tepori,
come ai piedi della rupe
minaccia, il ribollire, e tenta l’ascesa…

Non c’è strada esterna né fuga,
non c’è salvezza alcuna…
chiome cineree in volo sorvegliante,
fessure di sguardo malevolo ovunque;
il ponte dello spazio è infranto
contro un vermiglio orizzonte…

E’ gioco troppo lungo
per ogni implacabile speme,
l’ossigeno muore a vampate:
il predatore è stanco,
si erge e si arresta,
carica suggendo venti neri,
scuote l’etere, estingue sfumature,
rende il fiato… E il fuoco
eradica le anime incrociate
col dono apocalittico finale…

Poi l’ombra si sfoca,
solleva il suo volo,
esce dall’inferno…
L’urlo è respiro
della letale vendetta;
il soffio è il testo fugace
che solo prova la sua leggenda
immortale.

Poesia tratta dalla sezione "Viaggi dimensionali" della raccolta privata "Disperata speranza" (2003).
sgocciolato da: Dax82 alle ore 12:03 | link | commenti (2)
categorie: portali dimensionali, --- tutta la poesia ---
mercoledì, 13 febbraio 2008

Primi piccoli contributi


Componimenti postati
su altri siti e non facenti parte del libro:


Come il sole

Non me di certo

Haiku di S.Valentino

Viola di Vetro


Spero siano di vostro gradimento. Potete commentare qui. A presto.

Under Creative Commons Licence 3.0 by-nc-nd
sgocciolato da: Dax82 alle ore 01:20 | link | commenti (2)
categorie: stranizze d amuri, --- tutta la poesia ---

La serata di presentazione ufficiale (Moments of glory)

Salve a tutti. Ci sono indubbiamente delle sere che, nonostante i nostri sforzi in senso contrario, non possono restarci indifferenti. Tale è la serata di lunedì 11 febbraio 2008, serata di presentazione del libro che dà il nome a questo blog, in attesa che per il blog mi venga in mente qualcosa di meglio.

La serata è stata anticipata da una mattinata partita con il piede destro (avrebbero forse detto gli antichi romani), ovvero con un gradito omaggio floreale, cui ne sarebbero seguiti altri sul luogo della presentazione, e con qualche messaggio amico ed augurale. Un’iniezione di fiducia non da poco.
Tra preparativi e attività e tensione palpabile con uno qualsiasi dei sensi di chiunque posto ad una qualsiasi distanza dalla sorgente elettrica (me), l’orario di inizio è arrivato in un batter d’occhio (curioso come il tempo eluda sempre i nostri tentativi psichici di fissare il suo ritmo!). Appena il tempo per le dediche, le strette di mano, gli ultimi arrivi nella sala della libreria, quattro parole scambiate con un sorriso nevrotico stampato, un numero assai superiore di concetti interrotti e, considerato il ritardo consistente, si inizia in fretta e furia.

Il relatore, che chiameremo Professore P. per privacy (ok, adesso fingere di sghignazzare grazie, ed evitare l’associazione con Melissa P. che io stesso vi sto suggerendo), è stato la mia benedizione, uomo di immensa cultura e di un fascino che si manifesta nell’eloquio accessibile, sebbene erudito, e nel temperamento pacato. In serata, tuttavia, prima di iniziare, è stato proprio lui a conferirmi un tocco di sano terrore (mi mancava proprio), chiedendomi il perché del titolo del libro. Sapete com’è, sono dettagli. Che importanza vuoi che abbia il titolo di un libro di poesie a tema? In quel momento ho pensato di guadagnare la via del bar più vicino per assumere una corretta dose di alcool, al fine di dimenticare i disastri futuri. Oggi il mio angelo custode non è in forma... Ed invece, dopo avergli fatto un rapido promemoria (è un uomo con mille impegni!), mi sono reso conto che era un falso allarme (uomo di poca fede, io).

Il suo monologo, tecnico ma discorsivo e chiaro, ha toccato molti aspetti della poesia e dei dintorni della poetica mia e degli autori del novecento, aspetti stilistici, contenutistici e quant’altro. L’attenzione dei presenti (abbastanza numerosi da riempire la sala, con mio gaudio e sommo spavento) è stata catalizzata come di rado mi è capitato di vedere (vedere l’Inferno dantesco raccontato da Benigni). Quindi, prima che potessi rendermene conto, quando ormai ero lì appollaiato placidamente alle spalle del Professore P. a godermi la sequela di mestieri dei poeti ermetici, di citazioni e ritorni sontuosi alla mia opera che di sontuoso non ha un tubo, lusinghe motivate e motivazioni lusinghiere, egli decide che è arrivato il mio turno. Considerato che mi aspettavo almeno un’altra mezz’ora di lezione letteraria, credo di avere considerato allettante l’idea di farmela addosso per liberarmi del pensiero. Ma la sentenza era arrivata: la parola allo scrivano. E la parola del Professore P. non si discute, essendo egli una vera auctoritas della critica letteraria nel Salento e in Italia. Beato me!

Dopo aver cambiato l’interfaccia della postura e il colore del volto (la skin, diremmo noi malati di pc) circa dodici volte in sessanta secondi, è iniziato il mio monologo. Cosa ingrata e sleale è parlare dopo la perfezione espositiva, ma a qualcuno doveva toccare, uno a caso. Ormai temevo la disfatta (uomo di poca fede, io). Invece, falso allarme anche qui. Mi sono limitato agli aspetti più strettamente inerenti il libro e a qualche curiosità sul retroscena, almeno inizialmente. Ma lentamente, il cervello ha iniziato a bollire e il discorso si è sciolto, toccando argomenti altri: emancipazione femminile, appiattimento dell’opinione, cosa mangio dopo a cena (no, quest’ultimo non è vero), non chiedetemi come io ci sia finito, vista la mia incompetenza in materia. Avrei continuato a lungo se non fosse successo che, dimentico della bottiglietta a me assegnata e tristemente immobile, abbandonata alle mie spalle, avevo finito l’acqua in corpo e parlando iniziavo a schiumare come un cammello scalciato nel deserto (la mancanza d’acqua alle mie fauci è stata ahimé notata dagli astanti).

Il monologo si è quindi limitato a mezz’ora, in cui ha trovato posto la recitazione de "L’ailanto", di "Vinto dai tempi" e qualche altro mio cavallo di battaglia abbastanza comprensibile, in attesa di essere qui postato per voi. Applausi, complimenti, dediche richieste, conoscenze nuove, imbarazzi a tavoletta. Poi birra rossa e sfondamento a cena. E il resto è solo gratitudine verso chi ha condiviso questo impervio cammino, insieme con molta, molta soddisfazione. Moments of glory.

sgocciolato da: Dax82 alle ore 00:11 | link | commenti
categorie: presentazione, momenti di gloria, --- tutti i resoconti ---
mercoledì, 06 febbraio 2008

Al Nadir



Sgradite eliofile all’oste nostrano,

s’apriranno incerte le mani quando

un muto piomberà di luci, quando

rese le terre al rancido, al digiuno

di opache iridi e livide, quando

neppure l’indaco di un terso fascio

dissiperà le pile dello schianto

che abbiamo fatto. Timide le mani

e inoperose per troppe insabbiate

di sole sbarreranno le falangi

di scatto, l’impeto d’ira fermando,

quando nel fasto della notte quando

chiari in un cieco indifferente e stanchi

all’anima saranno i rei silenzi,

i vani accorgimenti ed attardati:

brandendo sogni come lame in fiore,

senza colori e pelli marceremo

uniti all’estremo come guerrieri,

come guerrieri dell’arcobaleno.



Il primo contributo poetico. Spero che la mia scelta sia di vostro gradimento. I commenti sono ben accetti.

 

sgocciolato da: Dax82 alle ore 11:00 | link | commenti (3)
categorie: canti universali, --- tutta la poesia ---
lunedì, 04 febbraio 2008

La copertina del mio libro!

Copertina del libro


Foto pubblicata da Dax82

Ecco la copertina del mio libro di poesie d'esordio! Vi piace? Beh, fatevela piacere, perché eccettuato il design del titolo è opera mia, quindi occhio a quello che dite, sono un tantino permaloso... ;)

 

sgocciolato da: Dax82 alle ore 01:23 | link | commenti (5)
categorie:

Sbarazzarsi dell'imbarazzo della prima volta...

Sull'onda dell'entusiasmo e sulla scia del titolo, dò un caloroso BENVENUTO a tutti, navigatori annoiati e possibilmente paranoici del web che non conta, ma sotterraneamente innamorati dello spazio dei narcisismi così come almeno in un breve momento della vita ci si consola con vangate di cibo spazzatura!

Sbarazzatomi delle prime righe, notoriamente le più impervie e stupide (spero), veniamo già alle prime questioni che pesano, e con esse ai vostri primi sbadigli. Marzullo direbbe: "Si faccia una domanda e si dia una risposta". Nella speranza di interpretare un dubbio comune, non posso fare a meno di domandarmi: che senso ha costruire l'ennesimo blog in un mondo coassiale che ne è pieno?

Potrei quindi promettere il paese dei balocchi, denaro e fortune sentimentali, per i giorni a venire, a tutti i visitatori, mille gadgets, premi e altre balordaggini. Un blog personale rimane ciò che è, rimane un estratto di storia tagliato fuori dal notiziabile, rimane una voce che sgomita in un mercato coperto. Roba inutile, si dirà. Almeno in apparenza. Già, perché potete visitarne molti, e ciascuno di essi vi renderà partecipi di una verità unica, che non si ha il coraggio di confidare all'amico intimo, preso come noi da questo senso di fretta (in)naturale e quindi magari impossibilitato a prestare ascolto, ma che si spiattella ai quattro venti (e quindi in nessuna direzione), in attesa che qualcuno la raccolga, la ripulisca e la faccia brillare. Certo, ci si nasconde dietro qualche maschera, si costruiscono miti, si mescola la verità a desideri che di verosimile hanno ben poco, creando una grottesca compensazione delle nostre carenze, fantocci che non sono nemmeno la parte saliente della nostra vita, ma un miscuglio di confuse assunzioni (di stupefacenti, aggiungerei).

In questo contesto di differenziata indifferenziazione, solo la promessa di creare uno spazio autentico può sperare di reggere. Cos'altro? Saranno i post a legittimarlo, se voi lo riterrete opportuno. Un diario che non sia lo sfogo da superuomo mancato e camuffato da dare in pasto a voi, ma un luogo per fare riflettere, e riflettere insieme a voi su qualcosa; un luogo in cui chiunque possa specchiarsi attraverso dei pensieri magari scomodi, a spigolo vivo, come frammenti di vetro e di coscienza collettiva, dei pensieri taglienti ma sentiti, sanguigni; un compendio di prosa informale, cordiale, all'ermetismo della mia poesia viscerale. Non importa che il messaggio arrivi vicino a tutti: basta che colpisca anche una sola persona, qui o all'altro capo del mondo.

Se pur con tutti i suoi difetti e le sue anarchie, Internet ha il pregio di legarci a migliaia di chilometri di distanza, allora facciamo vedere che è persino meglio di un foglio di carta (gli alberi tanto per cominciare ringraziano! Magari i nostri occhi ringraziano meno...), scriviamo una storia aperta, fatta di spunti a cui voi potreste dare la risposta e la chiusura che io non trovo. Proviamo a creare un diario semplice ma efficace, in cui mi riservo di postare quello che proponete o raccontate.

Il viaggio comincia, vi aspetto a bordo per dare un senso a una
semplice stanza e punto di ritrovo. Spero vi piaccia. Ci metto calore, passione, e mi aspetto questo da voi...  Raccomandazione essenziale: se avete fretta, imponetevi di rallentare, chiaro? E toglietevi il coltello che stringete fra i denti!
Così è, se vi pare...
A presto, con le informazioni su "Il calore sugli spigoli", il libro di poesie che ho pubblicato e nasce come fratello maggiore di questo blog, e con il resoconto della presentazione ufficiale del libro. Incrociamo le dita!

Dario

sgocciolato da: Dax82 alle ore 00:54 | link | commenti (6)
categorie: presentazione, benvenuto

coffee break :)

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