Dario in breve

Utente: Dax82
Nome: Dax82
Un vulcano, un albatros, una spugna, una carovana nel deserto, una molla, una carezza sulla schiena, una lacrima, una spada ferma nel fodero, un messaggio in bottiglia, uno sparo nel sonno, una vocazione morale, una scintilla elettrica, una prospettiva alternativa, un respiro trattenuto, un caleidoscopio, sono cose che mi rappresentano bene, ciascuna a suo modo.

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giovedì, 29 maggio 2008

Che senso ha

C’è del sangue intorno a te. Sangue dappertutto. Non ti muovi, e non mi aspetto che tu lo faccia. Sembra che ti abbiano massacrato, tolto la vita. Oppure che tu abbia fatto questo a te stessa. O ancora, sei sconvolta, perché tu l’hai sottratta a qualcun altro. Ma anche se non ci vediamo da quasi un anno, ti conosco troppo bene, e so che non ha senso. E se non ha senso, se non hai commesso omicidio, se non ti sei fatta da parte, allora forse hai commesso un morticidio. Hai generato la vita.

E’ strano come la nascita e la morte affoghino nello stesso patimento scarlatto e infiammato. Il circolo, all’insegna della violenza, si apre e si chiude, il pianto è un dovere per entrambe, e ogni volta è la stessa emozione unica, come unico, irripetibile è l’evento. Tu rischi di sacrificarti, e tante donne hanno perso la scommessa e la perdono ancora. E tutto perché? Per una briciola? Una scommessa ancora più ardita? Il tutto per tutto per niente? No, io sono un maschio, e questo non lo capirò mai, nemmeno dopo avere diviso il tuo cammino per cent’anni. Tu conosci il senso della vita, della perpetuazione della sofferenza. Esso si nutre della tua armonia, che passa attraverso mesi, anni in cui la vita ha desiderato il tuo amore, la tua generosità senza confini, si è nutrita della tua brama, e tu hai nutrito il futuro della sua. Fino a oggi, il giorno della verità. Il giorno zero. In cui tutto è chiaro, limitatamente alla nostra vista.

Guardi quella briciola respirare il mondo, il mondo che le appartiene, ignara del sorriso di estranei, e capisci che la biologia ha compiuto la sua missione, è andata. No, affatto. E’ appena iniziata, e la speranza affilerà le unghie ferine. Alla nuova vita e alla vecchia. Perché tutto vada come deve. Che senso ha continuare in tutto questo. Non tutto fornisce delle risposte, non tutto necessita delle domande. Il senso è il verso? Di certo è un verso unico, irripetibile, violentemente bello. Sta nel punto e nel circolo. Guardi quella briciola piangere del tuo pianto, calmarsi della tua calma, adeguarsi alla tua forma, camminare al tuo fianco, parlare in tua vece quando tu non lo fai, portando il segno sul rigo dei tuoi pensieri, andare con la sua dolce metà oltre il tuo steccato per dare un’altra pedalata al mondo, e capisco perché nel tuo pianto c’è un principio di sorriso. Sei semplicemente felice. Io sono un maschio, e questo non lo capirò mai a fondo. Ma guardo il sangue del tuo sangue, l’immenso potenziale agitarsi come una centrifuga nel suo corpo, il principio dell’eterno nella più gracile delle manifestazioni del mondo, e capisco che in quel momento, se tutto va bene, ti sei resa immortale, hai replicato la Volontà. La vita ti ha vinto, tu hai vinto la morte. Non solo ha senso, ma a questo senso, che non sai bene cosa sia anche se ora lo conosci meglio di chiunque, hai dato addirittura un nome. Per me può bastare così. Resto con le mani a conchiglia, sulla soglia del mistero per riceverne una briciola. Mi senti dire solo: “Così sia”.

martedì, 27 maggio 2008

L'abitudine



Di strada in strada
è lento lo spiraglio
che sbreccia ad ammortare
l'iterazione degli atti.
Sullo schiocco delle ossa
dimenate allo spasmo,
col vischio dei ragni
-a ruote poligonali-

è un giorno scalzo
e placide tenaglie
sgombrano i bulbi
a questi occhi smessi:
futile si fa la luce
nelle pupille
che sbucano rigide
dall'angolo in penombra

-mi osservano il pianto-

Improvvisiamo arrovellati
i nostri volti ad un tratto,
saccheggiando avanzi di rosa
laddove anche l'alba
sconvolta
ripiega la fame
sul piatto gravido
dei venti in tempesta
al primo intreccio
dei calici nuziali,
brulli di parole

-il morso del silenzio-

E quello spirito d'immenso,
nei bruschi brillamenti
del brio
scomposto?

Lei resta ad un passo,
veglia nell'oltre
presso l'uscio dei vigneti
acerbi.

Cosa ci conduce
a sfinire i rumori?
Dove posa il coraggio
di tornare indietro
per noi ubriachi
di uno sprazzo di sole?

-L'abitudine si spezza-

nella liturgia del tempo
dove non ci batte mai
l'ora del tramonto.



Dax82 & Keishia



 

sabato, 24 maggio 2008

Ergastolo d'amore


E assicurate le cuoia
intorno alla scure adusa
e rossa, mi facevo
fodero di morte, frivolo voto
d'amore per un boia.

[Un cenno
e la scure si farebbe cura
disegno atteso
nell'adunca notte di miele
che tarla le labbra e le ore]

Tu sai a cosa è valso
esitare nel colpo: la sentenza
di grazia è nel rimorso,
la colpa non rimargina, alpiù
consuma.

[Lenta e audace
corrode esofago e ventre
si fa contorta parola
e piallata sicurezza
che ormai ha tutto confuso]

Lasci la gola intera. E non c'è onore
sulla tua lama trattenuta,
riposta: ti avevo promesso
la luna, e nessun cuore
era a timone del vascello.

[I mari sanno tacere e imbrunire
sanno diventare belva
e calma apparente
mentre ciò che sfuggì alle dita
fu catturato da reti bucate]

Sono pronto a pagare
senza la fine del tempo
a conforto: resti cicatrice
aperta, regnante di una notte
nuova, e resistente al giorno.

[Da leccare e sagomare
lenire e dorare
da vivere e infliggere
mentre lo sterno
si squarcia e geme]

Impressa porterò negli occhi
la runa del fallimento.
Sapevo che eri troppo
più vasta del mio cielo
e di sbagliare come alibi

ho scelto.


Dax82 & [Morfea77]


Love prison by ~TheOceanKing

sgocciolato da: Dax82 alle ore 20:10 | link | commenti (4)
categorie: collaborazioni, ematicamente, --- tutta la poesia ---
venerdì, 23 maggio 2008

Libeccio



Incensato da un sospiro
era il passante nero della luna.
Un baleno in cui la brezza
di pensiero appreso
intero
consegnava il petto a un’illusione
in fuga.
Un intreccio di mani abbacinava,
rastrellava gli intenti
fra l’essenza, aromatica e nuda,
parimenti sul sangue
caldo batteva un vento di libeccio.

E mi sobbalzi sulle onde lunghe
la gracile chiatta, che avanza
di irrisorie, tenaci giunzioni -
greca di un intendimento
immersa nell’ustorio,
audace sentire.

Adulato da uno sguardo
era il lato di un'interna vita
oscuro...
e come sospirava il nostro petto
scopertosi in vetrina,
in balìa sull’osceno del mare
aperto! L’illusione
più pura
ci coglieva da dietro, sul sangue
caldo un languore ci arrise
e ci sospinge un vento di libeccio
leggero

cui tu desti nome
‘fortuna’.






bamboo Raft by ~oohaysue @ deviantart.com
sgocciolato da: Dax82 alle ore 11:05 | link | commenti (5)
categorie: canti universali, stranizze d amuri, --- tutta la poesia ---
domenica, 04 maggio 2008

La ferormonica



Sboccato sbocciare, da varchi di madore

saturi, batte Amore di primera,

sebo d'arrisura in una torrida savana,

lo sbatte di fronte alla schietta provenienza

quando è spiga acerba il suo calore.


Acre d'aromi a invisibili nari

dall'altra cesta cromosomica viene

del cosmo ferormonica per l'aria gronda

una farinata cui si apprende l'impressione

in colla tatuata sugli ormeggi cerebrali.


Cedenza sprovveduta, provvida di sale

asseta sterminati gli estatici agrumeti

che ancora non si è scossa la stagione,

turgida s’imbarca per le strade una voglia

fra colli dove in pascolo i repressi e rosa


sogni perardono all’aurora di passione

crudescente, e la mente carica le masse

in una corsa ricorsa a dinieghi leggeri,

filare di pieghe che rende il faticare

allo svaporare dei pensieri sottomesso.

 



sgocciolato da: Dax82 alle ore 14:45 | link | commenti (10)
categorie: allo specchio, ironic, --- tutta la poesia ---, hedonism-eroticism

coffee break :)

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