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Una rassegna di haiku realizzata dal sito di Altramusa in cui campeggia il mio contributo... (Ingrandire per visualizzare meglio e usare il cursore azzurro in basso per navigare nel minibook)
Una grande antologia, un'iniziativa di beneficenza: da non perdere



Sboccato sbocciare, da varchi di madore
saturi, batte Amore di primera,
sebo d'arrisura in una torrida savana,
lo sbatte di fronte alla schietta provenienza
quando è spiga acerba il suo calore.
Acre d'aromi a invisibili nari
dall'altra cesta cromosomica viene
del cosmo ferormonica per l'aria gronda
una farinata cui si apprende l'impressione
in colla tatuata sugli ormeggi cerebrali.
Cedenza sprovveduta, provvida di sale
asseta sterminati gli estatici agrumeti
che ancora non si è scossa la stagione,
turgida s’imbarca per le strade una voglia
fra colli dove in pascolo i repressi e rosa
sogni perardono all’aurora di passione
crudescente, e la mente carica le masse
in una corsa ricorsa a dinieghi leggeri,
filare di pieghe che rende il faticare
allo svaporare dei pensieri sottomesso.


[Ci sono forme di fiato
roridi filtraggi di luce
a sedimentare nell’alba
|| Presta la memoria
nel segregare le membra
dal cinguettio bellico -
dal traffico inurbano -
sembra || Si apre a tenui sfili
e strappi - farraginoso -
un tepore breve
dipanato da rocche:: corpi
ancora ansanti di cera
stesa in risacche di umidi
e profusi inviti... ||
e la mia pelle ti cerca
avanza nelle cuspidi
di questa notte che si fa inizio.
Sento ancora quelle dita percorrermi
lavarmi di piacere
nell’attimo poco prima del sonno
-e si fa giorno
sull’inchiostrata avarizia di labbra-]
La tecnica del conflusso.
Ammissibile solo in poesia, non credo sia una tecnica mai usata in modo sistematico, forse perché difficile da gestire. Inoltre, se ripetuto, questo meccanismo altera la costruzione dei versi e delle frasi e ha delle interessanti conseguenze.
Consiste nell'attribuire un doppio valore a un termine dal punto di vista grammaticale, sintattico o del periodo. Questa figura retorica è in alcuni casi detta "anfibologia".
Qualche esempio: Il fuoco consuma legna si fa cenere nel camino. "legna" può essere visto come complemento oggetto della prima e soggetto della seconda proposizione al tempo stesso (caso sintattico, il più semplice). la tenda azzurra color cielo la casa. "azzurra" può essere visto come aggettivo o come voce del verbo “azzurrare” (caso grammaticale, richiede parole che si prestino al doppio uso o qualche artificio letterario). E' infine possibile anche usare congiunzioni o avverbi con una forma ambigua. Uso il pc e la tv non mi fa compagnia. Se ci si fermasse a "tv", la frase avrebbe un altro senso, affine ma non uguale, e con la versificazione non punteggiata, i due sensi possono essere sovrapposti (caso del periodo). Tutto questo per arricchire di significati i versi e condensare la scrittura.
Il risultato è un torrente di concetti, un unicum che può quasi svincolarsi dalla punteggiatura.
Ho chiamato questo artificio 'conflusso' perché le frasi fluiscono insieme lungo il testo, e perché le parole, per così dire, doppie o ambigue, sono i punti di confluenza di queste frasi, un punto breve in cui queste si confondono. Credo che questo artificio sia interessante per gli effetti che produce. Quello che segue è il mio primo esperimento, in cui sono presenti anche varianti a quanto su riportato. Ho indicato le parole di collegamento fra underscores.

_Scoppi_ approcci di combusta
resina snocciolano
imponderabili
_lingue_ smanianti
irretiscono l’indomito
_animo_
venti nel dì_ossido_
lancette pirografiche, uno
_scolo_ il quadro
patema di incontrarti
_sùbito_ ti bussa
alla _porta_ ammanigliate
leve scarlatte chiazze
di _sangue_ evidenzia
la tua pelle _altrimenti_
bianca
incalza la _caduta_
non è che spatola di_rami_
ruggini di_mora_ di attardate
sedotte interiora e_mani_
sbavature.

art by federico bebber
In conversione di brama
eseguo ellissi di gorgheggi
nel tuo diaframma che s’apre
alla mia fame
Vampe di sorsi
inchiodate alle spalle
echeggiano la tua furia
d'incesto ai miei tracolli
Croste distoliche
appese alle ruggini
del tuo respiro
crude lingue
a distogliermi i sensi
sgrattandole attingi
alle viscere salienti
come brame incubate
in vitro cavo
renitente
Sono la placenta
che distrae la tua fame
unto pensiero di parole
banchetto delle tue paure
Assurgo a fioretto
che infilandoti percuote
l'attesa tua cronica abiura
del mio gravare spento
Morfea77 ~~~ Dax82
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