Dario in breve

Utente: Dax82
Nome: Dax82
Un vulcano, un albatros, una spugna, una carovana nel deserto, una molla, una carezza sulla schiena, una lacrima, una spada ferma nel fodero, un messaggio in bottiglia, uno sparo nel sonno, una vocazione morale, una scintilla elettrica, una prospettiva alternativa, un respiro trattenuto, un caleidoscopio, sono cose che mi rappresentano bene, ciascuna a suo modo.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Il libro è online!

Clicca sulla copertina per ordinare la tua copia

Diffondi il calore!


La poesia deve raggiungere tutti!
Copia il codice del banner e inseriscilo nel tuo spazio: diffondi il calore fino agli spigoli del Web ;)






Potete leggermi anche qui

Rosso Venexiano Salotto di Poesia Letteratura Pittura Fotografia





Friends of mine

Ladylunaa


Morphea





















Frammenti controluce

Una rassegna di haiku realizzata dal sito di Altramusa in cui campeggia il mio contributo... (Ingrandire per visualizzare meglio e usare il cursore azzurro in basso per navigare nel minibook)


Una grande antologia, un'iniziativa di beneficenza: da non perdere


Antologia de La Mente e il Cuore

clicca per acquistare

oppure scrivi a
lamenteeilcuore@gmail.com

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

Registra il tuo sito nei motori di ricerca


Visitato *loading* volte totali secondo Splinder



martedì, 08 luglio 2008

Laudemus la vida


Laudemus la vida ma chère,
lasciamo termarsi il sudore
a perle come nebbia, sulle réveries
borghesi, più gradita. Non seppi
salutare ignota, inarrivata,
lei problematica metam
orfica, ferma per una goccia sul ciglio
- piena carità - delle tue labbra.
So praise life, dea burrosa
sgambata
di valli e vette vivide e vibranti…
c’è un sole che spesso e nolentieri
c’inseppia i paesaggi: avrebbe fatto
brogli per lasciare un segno
sulla tua bellezza - ma era solo
scenografo, ed io la sua mano di fuoco,
l’ardimento incauto di Prometeo.
Neanche in te superba c’era affinità
ormai con la tanto cercata,
con un sorriso che già dentro
di gusto rideva. Oh sentimento-
burrasca, focaia d’inespresso,
quanto ci fa difetto la poesia!
Laudemus questo strano paradiso
in miniatura, querida,
and heart by heart let always celebrate
scheggiata regina d’ambra,
di lacca che se n’è venuta,
mendica dei nostri mulinelli di mango,
col muscolo cinto e borchiato di buoni
intenti,
duro d’incidenti per non avere altre
perdite di latte dal désir de sang. Blanca
è l’esperanza che tanto e volentieri
non si guarda per non disegnare
crepacci sul suolo e decessi ante mortem,
ma s’abbiglia di sembianze d’acqua
genuine. Quella rimaneva sacra
come un mito, sì, celato a forfait
nei folti denari delle autoreggenti.
Siamo uomo o donna, e l’infimo lo grida
al grande vacuo sordo, all’unto
dell’argilla: abbiamo sporto gli occhi
nel varco di Montale,
senza tocco e fumo, né cenno d’artificio?
Di deludermi tu non aver paura
né l'impellenza d'essermi stupenda:
il piacere, lo sgomento, intride le stelle…
Guarda che manto, chirurgico prodigio
per noi sovranità buffe, ignoranti!
È lei, per caso, ad attenderci
indispettita
con in mano la scure?
Così la profano
tradita con le tue
vestigia,
porgendo una minuta nudità indivisa
di sogni,
sul suo cupo e sperduto altare.
Semper laudetur la vida bonita!
Per questo ti prego, mi preghi,
portiamoci via
da qui.
Praise felicidad chez les moments,
poi ricordali amor mio, come se mai
l’avessi cercata, ed essi tutti forse
saranno
perfetti.



Jacques, a Sophia
giovedì, 26 giugno 2008

Gamma piatta



C’è gamma piatta.

Arruffato, il ciuffo di un pennello
non sa più frastagliare il fremito
che saettava poco addietro sulla spina.

Accade quindi
che l’oltremare metta ancoraggio
sulle gambe aggravate,
che il magenta delle creste di gallo
dia appena un senso al capriccio
delle folate:
non servirò di nuovo come sparviero
a ravvivare la preda nella caccia;
non ha eco il suono del tuo godimento
che ancora m’intrattiene fuori
dalle mura del presente immediato.

Muovendo all’inverso del tuo sentiero
spietrato,
rincaso alla miseria di quel
me stesso, stanca di conoscersi
fin sui capelli,
di recidere l’esile filo di vetro
a vincolo d’ogni disegno creduto.

Quando affondi i tuoi misteri
nel buio, sono urne di polvere versata,
si estinguono le tinte, la certezza del certo.

E c’è una tela ad attendermi, lacera e fallata.




hermit part1 by ~moonjava
domenica, 16 marzo 2008

L'animaLe cura

 





L’animaLe cura.



Parole non conosco

per riaverti, in volto,

detersa; portarti

in ceppi, a lenti passi,

volente sulla soglia

di un dono di pace: ho solo

una sferza, una lingua

per dare e non dire,

per dare e lenire

ferite.


Così, non lacrimare

latte di ortiche, dai seni

rinsecchiti: di fasi,

conversano i mesi,

alterne

in cui ci puniremo

distanti. E ci feriamo sempre

quando il buio è un tempo fitto,

fecondo, come infanti

di fiere affamate e insonni.


Ma la cura animale

sfila rosari di frasi

taciute, abbozzate

da esotiche tribù dove nudarsi

è prassi e non c’è io

e tu, ma larve di suoni, di case

senza padroni, e una giada

di sale, come foglie, fonde

attriti in un solatio,

lavico mare.


E c’è una scatola alle spalle

di questi bracieri

dormienti

ma pronti ad accendersi

quando decidi che i miei sguardi

dei tuoi sono degni, dimostri

di volere affacciarti

a questo vergine pugno di terra

che la mia pelle con sforzi

al tuo cospetto rinserra;


quando inattesi, nelle malsane coltri

fuligginose dell’esperienza

s’addentreranno due raggi, con essi

un provvido sereno, e coglierai

da me quel frangente di arcobaleno

che posso e i profondi recessi

di un mondo nascosto,

chiesa,

muto chiostro

di sperdute vestali,


atteso verrà il tempo di pace

e silenzi, in cui sarai

Demetra di mietitura

per quel vessato pugno di terra

dura, sarò trebbiato e sarai

con me disfatta e nuovamente

pura. Sapendo

che la guerra

è la nostra misura, non contare

queste ferite. L’anima le cura.


Parole non ricordo

per riaverti, nel cuore,

bambina; portarti

gaudente sui selciati,

in braccio, a passi e stenti,

a giocare coi sassi: ho solo

giardini di baci, una lingua

per dare e soffrire,

per dare e carpire

silenzi.

 


 

 

Dario Rizzo.





coffee break :)

Sorry, you will need the <a href="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> to play this game.
Add Games to your own site

Sorry, you will need the <a href="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> to play this game.
Add Games to your own site




Visitor Map