Dario in breve

Utente: Dax82
Nome: Dax82
Un vulcano, un albatros, una spugna, una carovana nel deserto, una molla, una carezza sulla schiena, una lacrima, una spada ferma nel fodero, un messaggio in bottiglia, uno sparo nel sonno, una vocazione morale, una scintilla elettrica, una prospettiva alternativa, un respiro trattenuto, un caleidoscopio, sono cose che mi rappresentano bene, ciascuna a suo modo.

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mercoledì, 09 aprile 2008

L'annuncio atteso

Gentili lettori,

sono lieto di informare che il mio libro d'esordio è disponibile online. Basta cliccare sulla copertina nella colonna di sinistra per prenotarne una copia fino ad esaurimento scorte.

Presto sarà inoltre disponibile in formato pdf, da scaricare gratuitamente da qui, un estratto dei miei componimenti dal titolo "Frammenti di calore" (tenete d'occhio le info). Esso conterrà, oltre ad alcuni lavori significativi tratti da "Il calore sugli spigoli", nuovi e inediti. 

Questi ultimi sono sotto licenza CC3.0 come tutto il materiale presente sul blog. I diritti d'autore e di pubblicazione sono riservati. Le idee non hanno prezzo, e il loro furto è per me imperdonabile e motivo sufficiente di accanimento funesto sugli sciacalli :) . Si raccomanda pertanto, qualora si abbia intenzione di fare citazione degli inediti, di menzionare l'autore (nome, nick e link della fonte, ovvero il blog stesso di provenienza che non è necessariamente questo) e di riportare l'opera nella sua integrità. Le opere tratte dal libro, invece, non possono essere in alcun modo riprodotte senza mio previo consenso. Detto questo...

Enjoy! Un saluto festoso :)

Dario Rizzo

sgocciolato da: Dax82 alle ore 11:28 | link | commenti (2)
categorie: presentazione, --- tutti i resoconti ---, - highlights -
mercoledì, 13 febbraio 2008

La serata di presentazione ufficiale (Moments of glory)

Salve a tutti. Ci sono indubbiamente delle sere che, nonostante i nostri sforzi in senso contrario, non possono restarci indifferenti. Tale è la serata di lunedì 11 febbraio 2008, serata di presentazione del libro che dà il nome a questo blog, in attesa che per il blog mi venga in mente qualcosa di meglio.

La serata è stata anticipata da una mattinata partita con il piede destro (avrebbero forse detto gli antichi romani), ovvero con un gradito omaggio floreale, cui ne sarebbero seguiti altri sul luogo della presentazione, e con qualche messaggio amico ed augurale. Un’iniezione di fiducia non da poco.
Tra preparativi e attività e tensione palpabile con uno qualsiasi dei sensi di chiunque posto ad una qualsiasi distanza dalla sorgente elettrica (me), l’orario di inizio è arrivato in un batter d’occhio (curioso come il tempo eluda sempre i nostri tentativi psichici di fissare il suo ritmo!). Appena il tempo per le dediche, le strette di mano, gli ultimi arrivi nella sala della libreria, quattro parole scambiate con un sorriso nevrotico stampato, un numero assai superiore di concetti interrotti e, considerato il ritardo consistente, si inizia in fretta e furia.

Il relatore, che chiameremo Professore P. per privacy (ok, adesso fingere di sghignazzare grazie, ed evitare l’associazione con Melissa P. che io stesso vi sto suggerendo), è stato la mia benedizione, uomo di immensa cultura e di un fascino che si manifesta nell’eloquio accessibile, sebbene erudito, e nel temperamento pacato. In serata, tuttavia, prima di iniziare, è stato proprio lui a conferirmi un tocco di sano terrore (mi mancava proprio), chiedendomi il perché del titolo del libro. Sapete com’è, sono dettagli. Che importanza vuoi che abbia il titolo di un libro di poesie a tema? In quel momento ho pensato di guadagnare la via del bar più vicino per assumere una corretta dose di alcool, al fine di dimenticare i disastri futuri. Oggi il mio angelo custode non è in forma... Ed invece, dopo avergli fatto un rapido promemoria (è un uomo con mille impegni!), mi sono reso conto che era un falso allarme (uomo di poca fede, io).

Il suo monologo, tecnico ma discorsivo e chiaro, ha toccato molti aspetti della poesia e dei dintorni della poetica mia e degli autori del novecento, aspetti stilistici, contenutistici e quant’altro. L’attenzione dei presenti (abbastanza numerosi da riempire la sala, con mio gaudio e sommo spavento) è stata catalizzata come di rado mi è capitato di vedere (vedere l’Inferno dantesco raccontato da Benigni). Quindi, prima che potessi rendermene conto, quando ormai ero lì appollaiato placidamente alle spalle del Professore P. a godermi la sequela di mestieri dei poeti ermetici, di citazioni e ritorni sontuosi alla mia opera che di sontuoso non ha un tubo, lusinghe motivate e motivazioni lusinghiere, egli decide che è arrivato il mio turno. Considerato che mi aspettavo almeno un’altra mezz’ora di lezione letteraria, credo di avere considerato allettante l’idea di farmela addosso per liberarmi del pensiero. Ma la sentenza era arrivata: la parola allo scrivano. E la parola del Professore P. non si discute, essendo egli una vera auctoritas della critica letteraria nel Salento e in Italia. Beato me!

Dopo aver cambiato l’interfaccia della postura e il colore del volto (la skin, diremmo noi malati di pc) circa dodici volte in sessanta secondi, è iniziato il mio monologo. Cosa ingrata e sleale è parlare dopo la perfezione espositiva, ma a qualcuno doveva toccare, uno a caso. Ormai temevo la disfatta (uomo di poca fede, io). Invece, falso allarme anche qui. Mi sono limitato agli aspetti più strettamente inerenti il libro e a qualche curiosità sul retroscena, almeno inizialmente. Ma lentamente, il cervello ha iniziato a bollire e il discorso si è sciolto, toccando argomenti altri: emancipazione femminile, appiattimento dell’opinione, cosa mangio dopo a cena (no, quest’ultimo non è vero), non chiedetemi come io ci sia finito, vista la mia incompetenza in materia. Avrei continuato a lungo se non fosse successo che, dimentico della bottiglietta a me assegnata e tristemente immobile, abbandonata alle mie spalle, avevo finito l’acqua in corpo e parlando iniziavo a schiumare come un cammello scalciato nel deserto (la mancanza d’acqua alle mie fauci è stata ahimé notata dagli astanti).

Il monologo si è quindi limitato a mezz’ora, in cui ha trovato posto la recitazione de "L’ailanto", di "Vinto dai tempi" e qualche altro mio cavallo di battaglia abbastanza comprensibile, in attesa di essere qui postato per voi. Applausi, complimenti, dediche richieste, conoscenze nuove, imbarazzi a tavoletta. Poi birra rossa e sfondamento a cena. E il resto è solo gratitudine verso chi ha condiviso questo impervio cammino, insieme con molta, molta soddisfazione. Moments of glory.

sgocciolato da: Dax82 alle ore 00:11 | link | commenti
categorie: presentazione, momenti di gloria, --- tutti i resoconti ---
lunedì, 04 febbraio 2008

Sbarazzarsi dell'imbarazzo della prima volta...

Sull'onda dell'entusiasmo e sulla scia del titolo, dò un caloroso BENVENUTO a tutti, navigatori annoiati e possibilmente paranoici del web che non conta, ma sotterraneamente innamorati dello spazio dei narcisismi così come almeno in un breve momento della vita ci si consola con vangate di cibo spazzatura!

Sbarazzatomi delle prime righe, notoriamente le più impervie e stupide (spero), veniamo già alle prime questioni che pesano, e con esse ai vostri primi sbadigli. Marzullo direbbe: "Si faccia una domanda e si dia una risposta". Nella speranza di interpretare un dubbio comune, non posso fare a meno di domandarmi: che senso ha costruire l'ennesimo blog in un mondo coassiale che ne è pieno?

Potrei quindi promettere il paese dei balocchi, denaro e fortune sentimentali, per i giorni a venire, a tutti i visitatori, mille gadgets, premi e altre balordaggini. Un blog personale rimane ciò che è, rimane un estratto di storia tagliato fuori dal notiziabile, rimane una voce che sgomita in un mercato coperto. Roba inutile, si dirà. Almeno in apparenza. Già, perché potete visitarne molti, e ciascuno di essi vi renderà partecipi di una verità unica, che non si ha il coraggio di confidare all'amico intimo, preso come noi da questo senso di fretta (in)naturale e quindi magari impossibilitato a prestare ascolto, ma che si spiattella ai quattro venti (e quindi in nessuna direzione), in attesa che qualcuno la raccolga, la ripulisca e la faccia brillare. Certo, ci si nasconde dietro qualche maschera, si costruiscono miti, si mescola la verità a desideri che di verosimile hanno ben poco, creando una grottesca compensazione delle nostre carenze, fantocci che non sono nemmeno la parte saliente della nostra vita, ma un miscuglio di confuse assunzioni (di stupefacenti, aggiungerei).

In questo contesto di differenziata indifferenziazione, solo la promessa di creare uno spazio autentico può sperare di reggere. Cos'altro? Saranno i post a legittimarlo, se voi lo riterrete opportuno. Un diario che non sia lo sfogo da superuomo mancato e camuffato da dare in pasto a voi, ma un luogo per fare riflettere, e riflettere insieme a voi su qualcosa; un luogo in cui chiunque possa specchiarsi attraverso dei pensieri magari scomodi, a spigolo vivo, come frammenti di vetro e di coscienza collettiva, dei pensieri taglienti ma sentiti, sanguigni; un compendio di prosa informale, cordiale, all'ermetismo della mia poesia viscerale. Non importa che il messaggio arrivi vicino a tutti: basta che colpisca anche una sola persona, qui o all'altro capo del mondo.

Se pur con tutti i suoi difetti e le sue anarchie, Internet ha il pregio di legarci a migliaia di chilometri di distanza, allora facciamo vedere che è persino meglio di un foglio di carta (gli alberi tanto per cominciare ringraziano! Magari i nostri occhi ringraziano meno...), scriviamo una storia aperta, fatta di spunti a cui voi potreste dare la risposta e la chiusura che io non trovo. Proviamo a creare un diario semplice ma efficace, in cui mi riservo di postare quello che proponete o raccontate.

Il viaggio comincia, vi aspetto a bordo per dare un senso a una
semplice stanza e punto di ritrovo. Spero vi piaccia. Ci metto calore, passione, e mi aspetto questo da voi...  Raccomandazione essenziale: se avete fretta, imponetevi di rallentare, chiaro? E toglietevi il coltello che stringete fra i denti!
Così è, se vi pare...
A presto, con le informazioni su "Il calore sugli spigoli", il libro di poesie che ho pubblicato e nasce come fratello maggiore di questo blog, e con il resoconto della presentazione ufficiale del libro. Incrociamo le dita!

Dario

sgocciolato da: Dax82 alle ore 00:54 | link | commenti (6)
categorie: presentazione, benvenuto

coffee break :)

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